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Oggi vi racconto una storia bellissima. Un’avventura al femminile e italianissima nata da un’idea e diventata realtà in un battito di ciglia grazie a un lavoro di squadra perfetto e alla passione che ne ha guidato tutti gli aspetti.

Slow Home Slow Living è il primo magazine italiano dedicato alla Slow Living, la filosofia che invoca uno stile di vita lento capace di far apprezzare anche le piccole cose.

La fondatrice e creatrice della nuova rivista Slow Home Slow Living è Sarah Tognetti che dall’online è voluta passare alla carta (riciclata!) per cambiare marcia, mettere in pausa, e offrire davvero un momento di riflessione da godere appieno riconnettendosi con sé stessi.

In un momento storico dove il futuro dell’editoria sembra sempre di più andare nella direzione del digitale, la scelta di Sarah mi ha colpita molto. Una scelta consapevole che rispecchia uno stile di vita che vuole ristabilire le giuste priorità e i giusti ritmi. 

Affascinata da tutto questo e dalla Slow Living ho intervistato Sarah per farmi raccontare di questo progetto nuovo:

D. Hai due figlie, due cani, un marito, un lavoro dalle mille facce, come hai fatto ad approcciarti alla Slow Living?
R. Forse è proprio tutto questo che mi ha portato ad avvicinarmi a questa filosofia. A parte gli scherzi, sono sempre stata una persona frizzante, se così si può definirmi: mille sogni per la testa e mille idee da realizzare. Però sono anche una persona che ha sofferto e credo di aver toccato il fondo almeno due volte nella vita. È da questo che parte la mia Slow Living, il mio approccio per una vita serena e felice. Da quando sono diventata mamma la mia premura più grande è sempre stata quella di far crescere le mie figlie in un ambiente sereno. Il mio cervello ha smesso di entrare in quel loop in cui ogni tot tempo, entravo in crisi e mi richiudevo a riccio. In quei periodi non volevo più uscire di casa, non aprivo le persiane perché preferivo starmene al buio. Come potevo crescere due figlie forti, sicure di loro stesse, indipendenti e intraprendenti se io ero la prima che non riusciva a trasmettergli quei valori? È stata una cosa che ho voluto con tutte le mie viscere, un cambiamento che ho cercato con tutte le mie forze. Ogni giorno cambiamo, dobbiamo solo voler cambiare quella parte che ci sta a cuore.

D. Un consiglio per chi come me vuole imparare a rallentare.
R. Non commettere l’errore nel pensare: “Io non ce la posso fare”. Molto spesso, soprattutto capita a noi donne, pensiamo che non abbiamo il tempo per fare questo piuttosto che l’altro. Poi accade un patatràc: una malattia, una separazione, un incidente, un terribile shock e come per magia, si ridimensionano i valori, le esigenze. Quello a cui prima davamo tanta (troppa) importanza diventa una cosa pressoché insignificante. Perché allora, perché con un salto emotivo, non superiamo quello scoglio che prima ci sembrava tanto grande e lo frantumiamo prima che ci capiti un momento negativo? La montagna, mi ha aiutato a ridimensionare i problemi e a rimettere le cose nella giusta prospettiva. La natura fa proprio questo. Contemplare un cielo stellato, sentirsi piccoli davanti al creato, guardare l’orizzonte o immergersi in un bosco aiuta nell’affrontare il nostro cambiamento interiore. Impariamo ad accettare i nostri limiti, a vedere con più chiarezza la nostra vita e i nostri desideri. Non è un discorso da neo hippy 2.0, ma le parole di tante, tantissime persone che con la propria esperienza ci ricordano che non siamo fatti per vivere costantemente nel cemento. Non siamo fatti per restarcene tutto il giorno davanti al computer respirando aria condizionata. La vita è là fuori che ci aspetta.

D. Cosa ti ha dato la Slow Living?
R. Serenità e accettazione dei propri limiti, degli avvenimenti che possono capitare senza essere stati programmati e di tutto ciò che può sfuggire al nostro controllo. È un percorso lungo, sto ancora imparando, ma mi sento di essere sulla strada giusta. Non mi sento più in colpa se decido di voler passare un pomeriggio con le mie figlie o semplicemente dedicare quel tempo alla lettura. So che quando ritornerò attiva online sarò ogni volta più produttiva di prima. Le pause servono proprio per ricaricarsi, senza di esse saremmo tutti delle persone in costante fibrillazione, in balia di appuntamenti, avvenimenti e qualsiasi cosa la vita ci metta davanti. Mettere in pausa, invece, significa mettersi davanti a se stessi, entrare in contatto con quei sentimenti che magari avevamo sepolto. Una vita chiassosa ci allontana da tutto questo, ci distrae.

D. Perché hai scelto la via della carta?
R. Sono blogger da quasi 12 anni (www.shabbychicinteriors.it). Negli anni ho aperto la mia pagina Facebook, il profilo Instagram, ma la Slow Living mi ha permesso di capire dove volevo veramente andare. Sulla carta non esistono algoritmi che comandano, non esistono haters. Esiste invece quella vecchia e sana abitudine di prendersi 10 minuti, la sera o quando si preferisce, e di mettersi in poltrona a leggere e a sfogliare una rivista. Sentire le pagine che scorrono tra le dita, leggere in totale tranquillità senza dover tenere il dito premuto sullo schermo altrimenti la Storia passa a quella successiva. Decidere di stampare il magazine in carta riciclata non è stato altro che la ciliegina sulla torta. 

D. Cosa porta di nuovo Slow Home Slow Living nel panorama delle riviste italiane?
R. Ancora non esisteva una rivista italiana che affronti questo argomento. O se lo fa, si può trovare un articolo in mezzo a tantissimi altri. Slow Home Slow Living racchiude quello che amo di più. Unisce argomenti che mi stanno a cuore e offre molti spunti e interpretazioni. Ognuno di noi può avvicinarsi alla Slow Living e ognuno a modo suo: con i suoi tempi e i suoi ritmi. Non è una rivista incentrata sull’interior anche si parla di interior. Non è una rivista incentrata sul benessere anche se si affronta questo tema. Non è una rivista né di ecologia né di cucina, ma entrambi sono temi che si possono trovare sul magazine. Slow Home Slow Living è un concentrato di tutto ciò e condito da altri meravigliosi temi che mi appassionano.

Dopo aver chiacchierato con Sarah non ho resistito e ho rivolto anche alcune domande a Valentina Raviolo (Appunti di casa), una delle favolose donne che compongono il team di Slow Home Slow Living:

D. Cos’hai pensato quando Sarah ti ha raccontato la sua idea?
R. Quando Sarah mi ha raccontato l’idea (lei è un vulcano, sono abituata a alla  sua creatività esplosiva!) ho risposto d’istinto: “Vai!! È un’idea grandiosa, è la tua nuova strada”. Conosco molto bene Sarah e condividevo con lei il pensiero che la sola presenza online non fosse più così stimolante come all’inizio. Si ha sempre, in ogni percorso che viene preso seriamente, la necessità di evolvere, di crescere e anche di rischiare seguendo le proprie passioni. Da amica non potevo che sostenerla e ho anche aggiunto “Lo sai che adesso non ho intenzione di lasciarti sola in questa avventura!”

D. Sul numero zero parli di ritmo lento per chi nella vita deve correre, come ti approcci allo slow living?
R. Con entusiasmo ho sposato subito l’idea di Sarah ma sapevo bene che i miei ritmi di vita sono, purtroppo, l’esatto contrario della lentezza! I miei viaggi in Nord Europa negli ultimi anni mi hanno però permesso di sperimentare la slow living, la felicità delle piccole cose e l’energia che la natura sa darti. Ho capito che il mio approccio è “in pillole”, da prendere quando è necessario. E forse è l’approccio che la maggior parte di noi può incastrare in una vita sempre più spesso frenetica e complicata. La semplificazione è la scelta migliore e poi c’è la ricerca di armonia, con se stessi e con i propri bisogni. Mi sono resa conto che semplicità e armonia sono state le parole chiave che guidano lo stile della mia casa e così ho capito che potevo dare il mio contributo parlando e raccontando questo punto di vista tra le pagine del magazine. Per il numero zero sono partita dalla mia esperienza personale e insieme a Sarah abbiamo realizzato uno shooting fotografico della “Minicasa” un po’ inedito ma in linea con Slow Home Slow Living. È stato molto divertente!

D. Come sono le case “slow”?
R. Le case slow, a mio parere, possono avere stili completamente diversi ma hanno in comune alcune caratteristiche che hanno a che fare con le emozioni che vogliamo provare abitandole. Innanzi tutto sono case pensate e personalizzate in base allo stile di vita che si desidera. Sono case che sanno raccontare la storia della famiglia che le abita. Il filo conduttore credo sia la capacità di dare in ogni spazio di casa la giusta collocazione alle proprie vocazioni, ai propri gusti e alle proprie abitudini. Questo ovviamente presuppone anche una riflessione su se stessi e la capacità di conoscersi a fondo. Slow Home Slow Living ha anche questo obiettivo: una riflessione su ciò che ci anima davvero. Anche i materiali ed i colori hanno un grande peso: interpretano semplicità, rilassatezza ed armonia di cui si parlava prima e riescono a dare quella sensazione di autenticità che una casa slow dovrebbe avere. E poi ci sono i ricordi e gli oggetti di un tempo: spesso una casa slow ospita piccoli tesori del passato. Non importa che siano icone del design o arredi scovati impolverati nella cantina di famiglia, ciò che conta è una rivisitazione in chiave contemporanea della nostra storia. Infine non dobbiamo trascurare scelte di consumo sostenibile: artigianalità, chilometro zero, materiali naturali o riciclati, marchi ecologici che attestano il minor impatto ambientale dei prodotti sono scelte sempre più necessarie. Credo che questa consapevolezza ci aiuti a capire che occorra ristabilire un equilibrio non solo fuori ma anche dentro casa. 

Mi sono sentita molto toccata e ispirata dalle parole di Sarah e Valentina. Vivo di corsa da sempre ma ora con un bambino piccolo, la quotidianità è diventata un’affannosa battaglia contro il tempo. 24 ore sembrano non bastare e invece devono bastare! Voglio imparare a vivere con un po’ di Slow Living, forse all’inizio sarà solo “in pillole” come dice Valentina, ma è importante fermarsi per ribilanciarsi, ritrovare l’equilibrio e ripartire con slancio. Già un anno fa esatto mi riproponevo di rallentare in vista dell’arrivo di Tobia. Forse sarà finalmente la volta buona? Sicuramente questo è il mio buon proposito per l’estate!

La storia di Sarah e di tutto il suo team continua ancora come nella migliore delle favole: Slow Home Slow Living è andato esaurito dopo pochissimi giorni dall’uscita. Tranquilli, è in corso una seconda ristampa, iscrivetevi alla newsletter per essere avvisati non appena tornerà disponibile!
Finalmente un progetto italiano indipendente di respiro internazionale! Brava Sarah e brave tutte!

 

Foto ©Sarah Tognetti – Slow Home Slow Living

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