La ceramica in Portogallo rappresenta la storia, la tradizione, il territorio e la cultura del Paese.

Storicamente la Penisola Iberica ha avuto una dominazione araba per secoli che ha introdotto la lavorazione della ceramica, in particolare delle celebri e meravigliose azulejos per poi dare vita alla ceramica decorativa. “Azulejos” deriva proprio dall’arabo az-zulaiŷ che signfica “pietra lucidata” e sono un elemento decorativo di origine araba, molto diffuso in Portogallo e in alcune zone della Spagna.
Le azulejos, le tradizionali piastrelle che ricoprono le facciate delle case, nacquero con un intento pratico: difendere dalla corrosione della salsedine le abitazioni.

Case ricoperte di azulejos a Porto.

Perché qui? Perché il territorio del Portogallo è ricco delle materie prime necessarie per la produzione della ceramica (molte aziende italiane comprano infatti qui i materiali).

Il Portogallo è tra i più grandi produttori di ceramica del mondo, il primo in Europa, con il 95% di esportazione della produzione, di cui il 60% in Europa.

Per fronteggiare il gigante cinese hanno scelto la carta vincente: la qualità. Le aziende produttrici di ceramica in Portogallo rispettano alti standard di qualità con un focus importantissimo sulla sostenibilità ambientale. La qualità è la forza della ceramica portoghese.

All’interno della produzione di Jomazé.

Grazie al meraviglioso invito di Portugal Ceramics, associazione portoghese dei produttori di ceramica, ho potuto vedere con i miei occhi come viene prodotta la ceramica: dalle materie prime al design, alla decorazione. Sono stati giorni bellissimi durante i quali abbiamo visitato cinque aziende, scoperto come si producono piatti, tazze, vasi, ciotole, zuppiere…  – tutto ciò che potete immaginare per la tavola! – visto tecniche di decorazioni diverse e metodi di cottura. Sì, produrre un oggetto in ceramica è un processo lungo e delicato dove la passione e le persone fanno la differenza.
Molto interessante è stato vedere proprio l’apporto umano: anche nelle aziende più grandi ogni processo ha una componente artigianale fondamentale. Dalla creazione dei pezzi all’assemblamento, alla creazione dei colori alla decorazione, fino all’imballo. E un controllo qualità costante: stupendo “sentire” come le ceramiche vengono letteralmente “fatte suonare” perché solo il loro suono avverte della presenza di microfessurazioni invisibili altrimenti ad occhio. Così si diventa spettatori di un concerto di rintocchi!

Ciotole appena prodotte con la tecnica dello stampo, Grestel.
All’interno del dipartimento di produzione dell’azienda Grestel.

Abbiamo visitato le aziende Grestel, Vista Alegre, Matcerâmica, Jomazé e Bordallo Pinheiro.

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Una menzione speciale a Vista Alegre (da leggere con la “sc” di scivolo), un luogo oltre che un’azienda, da visitare! Vista Alegre è la più antica azienda di ceramica portoghese, nata nel 1824 e ancora oggi in produzione con porcellana finissima molto preziosa. Vista Alegre si trova a Ílhavo, a metà strada tra Porto e Lisbona, sviluppato come un villaggio operaio. Il fondatore dell’industria già nell’800 creò un intero villaggio con teatro, scuola, chiesa, case per i dipendenti… Qui nel villaggio interamente colorato di bianco e giallo, il tempo sembra essersi fermato e all’interno della fabbrica è stato aperto anche un museo che si può visitare.

L’ingresso della fabbrica Vista Alegre a Ílhavo.
Il villaggio operaio di Vista Alegre.
I nidi di cicogne sui camini delle case e della fabbrica.
Il reparto di decorazione di Vista Alegre dove ogni oggetto viene decorato a mano da artisti decoratori.

Brand internazionali giganti (da Anthropologie a Ikea, HK Living, Zara Home… solo per citarne alcuni) producono qui in Portogallo. Ogni azienda ha un suo brand interno con la sua linea di produzione ma per la maggior parte (parliamo per alcune del 99%) producono per altri.
Praticamente c’è un’altissima probabilità che i piatti che usate tutti i giorni vengano prodotti in Portogallo. Come scoprirlo? Girateli e guardate il fondo, potreste trovare la dicitura – stampigliata o incisa – “Made in Portugal”.

Nel reparto di produzione di Jomazé. Riconoscete le tazze Donut di Petite Friture? Ora le voglio ancora di più!
All’interno della produzione di Bordallo Pinheiro con le sue tradizionali ceramiche a foggia di ortaggi, frutta, fiori, animali…
Nel reparto di decorazione di Bordallo Pinheiro.
Colori da Jomazé
Le ceramiche Nosse.

Molto interessante a tema sostenibilità è stato scoprire tutta la filiera del recupero degli scarti e il loro riutilizzo. Per produrre ceramica si consuma acqua – c’è quindi grande attenzione al suo recupero e riciclo – e molta energia per via delle cotture necessarie. Anche in questo caso le aziende sono fortemente impegnate a recuperare energia e calore dai forni, a produrre energia in modo sostenibile grazie a enormi impianti solari sui tetti delle aziende, per cercare di ridurre il loro impatto ambientale. La tecnologia sta giocando sicuramente un ruolo importante: solitamente per la ceramica si parla di almeno due cotture, due passaggi in forno, ci sono però delle nuove tecniche di decorazione che utilizzando la stampa digitale riescono a ridurre a una sola cottura.

Ceramiche in uscita dal forno da Grestel.

Torno a casa da questo viaggio con una rinnovata stima per la ceramica, ora le parole “made in Portugal” hanno per me un valore nuovo, scaldato dai sorrisi e dalla passione che ho visto.

Grazie ancora a Portugal Ceramics per avermi portato in questo viaggio alla scoperta della tradizione e del futuro della ceramica portoghese.

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