Per la Milano Design Week 2025, dal 7 al 13 aprile, Alcova torna in Brianza a Varedo, con 4 nuove location e una novità.
Durante lo scorso Fuorisalone hanno fatto parlare tantissimo le code infinite per Alcova a Varedo. Dagli eventi in città lo scorso anno Alcova ha fatto un salto nel buio andando in Brianza, ci si chiedeva “ce la faranno a portare le persone?”… diciamo che ce l’hanno fatta alla grande. Le code per i loro ingressi sono state da non credere, hanno anche sollevato tantissimo malcontento ma purtroppo ogni anno sempre di più il Fuorisalone ci costringe “a metterci in coda”. Sempre più gente, sempre più code da fare. Il bello e il brutto della settimana del design.
Quest’anno Alcova apre 4 location a Varedo:
Villa Borsani, Varedo:
Torna Villa Borsani, amatissima lo scorso anno – in tantissimi non sono riusciti a entrare proprio per code troppo lunghe. Ed ecco la novità: Alcova introduce l’ingresso prioritario a pagamento: 25 euro (biglietti personali con orario di ingresso fisso).
Il biglietto dà anche la possibilità di accedere con ingresso prioritario a tutte le altre location. Un buon investimento se avete poco tempo. Resto stupita da questa novità, la Milano Design Week è sempre stata gratuita, questa nuova strada apre sicuramente un dibattito.
A villa Borsani l’esposizione occuperà sia gli interni della villa che è stata di Osvaldo Borsani, che il giardino. La villa merita sicuramente una visita!

Villa Bagatti Valsecchi, Varedo:
Torna quest’anno anche Villa Bagatti Valsecchi, la villa del XIX secolo della famiglia milanese Bagatti Valsecchi (sì, quella del museo).
Ne avevo già parlato qui: VILLA BAGATTI VALSECCHI A VAREDO.


Serre Pasino, Varedo:
Novità di quest’anno è l’introduzione delle Serre Pasino immerse nel verde della pista di galoppo all’aperto (speriamo nel meteo!), adiacenti a Villa Bagatti Valsecchi. Un tempo ospitavano una delle più grandi coltivazioni di orchidee bianche d’Europa.


Fabbrica Snia, Varedo:
L’ex fabbrica Snia sarà una nuova location per Alcova, un notevole esempio di architettura razionalista, oggi fatiscente una reliquia industriale abbandonata da oltre 20 anni.
Per sapere di più della Snia leggete qui: L’ARCHITETTO CANCELLATO DALLE LEGGI RAZZIALI: LA STORIA DI ALESSANDRO RIMINI.



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Foto Piergiorgio Sorgetti/Alcova




