Timeless isn’t about staying the same. It’s about finding new perspectives.
Essere senza tempo non significa restare sempre uguali, significa trovare nuove prospettive. Questo è l’unico modo per restare attuali. Vi racconto di questa bellissima collaborazione tra Vinterior, marketplace di arredi usati (o “pre-loved” come dicono loro), e Liberty London, storico brand inglese di tessuti d’arredo, insieme hanno lanciato una capsule collection di cinque pezzi di design vintage reinterpretati attraverso i tessuti d’archivio Liberty.
Mi piace tantissimo l’idea di rendere unici degli arredi vintage, usando tessuti preziosi e storici. Quello che ognuno di noi farebbe prendendo una sedia o una poltrona a un mercatino, sistemandola e rivestendola con un tessuto che ben si abbina con la nostra casa, che la sappia sdrammatizzare, attualizzare, valorizzare.
Questo è stato fatto su 5 pezzi di design, ho apprezzato moltissimo specialmente la scelta di tre pezzi storici del design italiano (mi sembra anche che l’immagine della campagna renda omaggio ai colori della nostra bandiera… o sarà un caso?):
Il Divano Maralunga di Vico Magistretti, Compasso d’Oro nel 1979 e uno dei divani più riconoscibili e venduti della storia del design. Maralunga è stato reinterpretato con il tessuto Liberty “Shadow Stripe Weave” nella variante Amalfi, un motivo che richiama Futurismo e Vorticismo.

Due sedie Carimate, sempre di Magistretti degli anni ’60, con le loro iconiche strutture in legno rosso. In questa reinterpretazione vengono rivestite con il tessuto Liberty “Mount Stitch” nella variante Acacia: una superficie ricamata, materica, che richiama paesaggi montani e foreste antiche.

Bellissima la poltrona Alky di Giancarlo Piretti, prodotta da Anonima Castelli nel 1969. Reinterpretato con il velluto jacquard “Zig Zag Velvet” della collezione FuturLiberty.

Due arredi su cinque firmati da Vico Magistretti, e io sono qui a chiedermi: sarà per il legamo di Vico con l’Inghilterra?
Io sono legato, per diversi motivi, alla tradizione inglese. (…) Gli inglesi hanno capito un segreto del design: “To look at usual things with unusual eyes”. La cultura inglese è in grado di suggerire ribaltamenti di significato, accostamenti a sorpresa. Nella tradizione britannica si intrecciano il senso della necessità e l’amore per la realtà. E a volte basta alterare un piccolo elemento della realtà per creare un oggetto di buona qualità formale.
Vico Magistretti in Abitare, n. 314, gennaio 1993
Vico ha lavorato tanto con l’Inghilterra, fin dagli Anni ’50 anni quando venne invitato alla mostra Italian Contemporary Architecture organizzata dal Royal Institute of British Architects, fino all’esperienza come Visiting Professor al Royal College of Art di Londra, che dal 1979 lo vide protagonista della formazione di un’intera generazione di designer internazionali.
Ed ecco un’altra “coincidenza”: proprio nei prossimi giorni: dal 10 al 17 luglio, il Royal College of Art ospiterà presso la Hockney Gallery, la mostra Il Magistretti Inglese in collaborazione con la Fondazione Vico Magistretti (che già aveva ospitato la mostra lo scorso anno).
Tutto questo per dirvi quanto mi sembri calzante la scelta di pezzi di Vico Magistretti da vestire con i tessuti di un simbolo inglese come Liberty.
Gli ultimi due pezzi della capsule collection sono invece scandinavi (e se posso permettermi, decisamente minori): un pouf svedese Lamino e una lampada da terra in legno, entrambi degli anni ’60.


La collezione sarà disponibile dal 1 luglio 2026 su Vinterior.co, con prezzi a partire da £900.
Forse il punto è questo: il design non smette di essere contemporaneo quando nasce, ma quando smette di essere riletto.
Voi, cosa ne pensate?


