Dal 20 al 26 aprile 2026, durante la Milano Design Week, Alcova torna a Milano con una nuova edizione che mette al centro due luoghi molto diversi ma ugualmente affascinanti: il vasto Ospedale Militare di Baggio e, per la prima volta nella sua storia, Villa Pestarini di Franco Albini.
Villa Pestarini non è solo un edificio: è un capolavoro del Razionalismo italiano, progettato tra il 1938 e il 1939 da Franco Albini quando aveva appena 33 anni. Situata poco fuori dalla circonvallazione ovest di Milano, in via Mogadiscio, in un’area che allora cominciava a svilupparsi con case e ville, la villa nasce come residenza unifamiliare commissionata dalla famiglia Pestarini.
(Scenderemo per la prima volta alla fermata Bolivar della metropolitana linea Blu).
Questa casa è l’unica villa che Albini realizzerà da solo a Milano, e rimane un esempio straordinario della sua visione: un volume bianco puro e essenziale, caratterizzato da superfici in vetrocemento, ampie finestre e una relazione fluida con il giardino.

Come vedete nella foto qui sopra, la villa inizialmente aveva un piano in meno. Infatti nel 1949 l’edificio venne ampliato con l’aggiunta di un terzo piano, concepito come appartamento indipendente (qui si ritirò la famiglia Pestarini, affittando il resto della villa). Inizialmente Albini era contrario alla modifica, finì per accettare sottolineando però l’aggiunta con un rivestimento in lamiera ondulata bianca. Una scelta volutamente in contrasto con le superfici levigate dell’edificio originario, quasi per tutelare l’idea originaria dell’architettura.
Villa Pestarini è celebre non solo per la sua architettura, ma anche per il modo in cui Albini concepisce lo spazio interno: la casa è organizzata con partizioni scorrevoli, una scala in marmo a pedata bassa e leggera, e arredi progettati su misura che ancora oggi costituiscono un esempio eccellente di integrazione tra architettura e design.
Quando venne pubblicata nel 1939 sulla rivista Domus da Gio Ponti, Villa Pestarini fu immediatamente riconosciuta come un simbolo del Modernismo italiano, una testimonianza di come forma, funzione ed estetica potessero dialogare in modo nuovo e originale.

Negli Anni ’80 la villa venne venduta e acquistata da Modesta Sbaragli Ferretti che venne a vivere qui insieme alla sua famiglia. L’edificio, dopo i diversi passaggi di inquilini, appariva trascurato e poco curato. Modesta Sbaragli Ferretti era un’insegnante sensibile e preparata, si mise in contatto con lo studio di Franco Albini: l’architetto era scomparso da alcuni anni, ma lo studio proseguiva l’attività con il figlio Marco Alibini e Franca Helg. Fu proprio Franca Helg, collaboratrice storica dal 1952, che recuperò i disegni originali, schizzi e fotografie d’epoca, e venne avviato un restauro filologico che restituì alla villa l’aspetto e i colori pensati da Albini.
Quello che rende ancora più speciale la villa è la sua stato di conservazione: nonostante gli anni e le mode che si sono succedute, l’edificio e molti dei suoi arredi originali sono rimasti pressoché intatti nel corso dei decenni, custoditi con cura dai proprietari. Entrare oggi a Villa Pestarini significa fare un vero tuffo nella visione architettonica del XX secolo.


Fino ad oggi, la villa è stata una residenza privata e mai aperta al pubblico. Per la prima volta, grazie ad Alcova, sarà possibile visitarla ed esplorarla in occasione della Design Week, trasformando un luogo che per anni è stato silenzioso testimone della storia dell’architettura milanese in uno spazio vivo di incontro tra passato e presente.
Sarà un’occasione imperdibile per scoprire da dentro un capolavoro nascosto di Franco Albini. Prevedo code e prenotazione obbligatoria… vi terrò aggiornati per tutti i dettagli!


Sono curiosissima di scoprire chi, come e cosa esporranno all’interno di questo spazio prezioso. Quest’anno gli espositori che parteciperanno ad Alcova sono 120 tra tra nomi affermati, designer emergenti e scuole di design. Ovviamente… non vedo l’ora!
Foto Luigi Fiano/Alcova


